Perchè è importante proteggere i nostri cani dai parassiti! - PARASSITI ESTERNI

I parassiti sono organismi che vivono "a spese" di un altro organismo traendone vantaggio... Per alcune specie il vantaggio è reciproco, ma non è il caso dei nostri amici a quattro zampe, che al contrario, subiscono dei danni spesso anche gravi. L'entità delle conseguenze dovute alle infestazioni dei parassiti possono essere tali da portare anche alla morte dei nostri amici! In base al tipo di parassita, possono colpire il cane in modi diversi: 

  • Alcuni parassiti causano nell'ospite irritazione fisica, tra cui dolore o forte prurito. Questo può portare ad automutilazione da leccamento, mordicchiamento, sfregamento o grattamento (azioni che il cane mette in atto nel tentativo di alleviare il disagio sperimentato).
  • Alcuni parassiti producono un danno nell'ospite nutrendosi del suo sangue o di altri fluidi corporei. Questo può causare l'insorgenza di sintomi e malattie la cui entità può variare da lieve fastidio a grave anemia dovuta alla perdita di sangue (può essere fatale). L'anemia è una diminuzione anomala della quantità di globuli rossi circolanti. I globuli rossi sono necessari per trasportare ossigeno e altri nutrienti fondamentali in tutto il corpo e per l'eliminazione delle scorie dai tessuti.
  • Alcuni parassiti secernono sostanze tossiche nell'ospite, che possono causare l'insorgenza di malattie, la cui entità può essere talmente grave da provocare il decesso dell'animale.
  • Alcuni parassiti creano barriere fisiche o meccaniche che ostruiscono importanti passaggi biologici dell'ospite. Per esempio, essi possono ostruire parzialmente o completamente vasi sanguigni, vie respiratorie o cavità corporee, comportando conseguenze lievi o potenzialmente catastrofiche.
  • Alcuni parassiti producono un danno meccanico a carico dei tessuti corporei interni o esterni dell'ospite, specie all'interno o intorno al sito in cui essi albergano. Questo può portare a lesioni traumatiche e ad altre lesioni. Può anche aumentare il rischio di infezione nelle zone affette.
  • Alcuni parassiti compromettono il metabolismo dell'ospite. Con il termine "metabolismo" si intende l'insieme di tutti i processi fisici e chimici per mezzo dei quali vengono costruite e mantenute le sostanze interne e con cui le molecole di grandi dimensioni vengono scisse in molecole più piccole per produrre l'energia essenziale alla vita. In sostanza, questi parassiti compromettono la digestione e la disposizione delle sostanze nutritive che vengono assorbite dal tratto gastrointestinale dell'ospite nel flusso sanguigno. Questo può verificarsi quando i parassiti competono con l'ospite per i nutrienti essenziali, causando perdita di peso, debolezza e l'insorgenza di malattie nell'animale ospite.
  • Alcuni parassiti vengono trasferiti dagli animali all'essere umano. Tale trasferimento viene definito infezione o malattia zoonotica. Le conseguenze delle infezioni zoonotiche possono essere minime, ma purtroppo anche mortali.
  • Alcuni parassiti non producono direttamente un danno nell'ospite, bensì fungono da vettori di altri organismi infettivi. Le malattie causate da questi ultimi sono considerate di natura parassitaria, poiché si sviluppano solo a seguito dell'azione del parassita intermediario. Per esempio, alcuni tipi di zanzare e zecche trasportano e possono trasmettere organismi responsabili di malattie molto gravi, come la malaria e la malattia di Lyme, tra le altre.
  • Alcuni parassiti non sono particolarmente fastidiosi per l'ospite, ma possono disturbare notevolmente il proprietario dell'animale. Questi in genere includono parassiti visibili ad occhio nudo, come quelli presenti nelle feci del cane e quelli che possono essere visti strisciare sulla cute, sul pelo o nella cuccia del cane.

PARASSITI ESTERNI

PULCI

 Le pulci (in prevalenza del genere Ctenocephalides) sono parassiti molto comuni: l’insetto adulto vive sul corpo dell’animale, annidandosi tra il suo pelo e nutrendosi del suo sangue. Una singola pulce può vivere alcune settimane e le femmine producono fino a 50 uova al giorno. Le uova cadono nell’ambiente, su tappeti, divani, letti, nelle fughe delle piastrelle ecc. Dalle uova, attraverso un ciclo che prevede la formazione di un bozzolo e di larve, si svilupperanno le pulci adulte, pronte a saltare sul primo cane nelle vicinanze. I nostri amici si infestano più facilmente all’esterno, in luoghi frequentati da altri animali infestati, tuttavia, l’infestazione è possibile anche nei soggetti che vivono sempre in casa perché le pulci possono essere veicolate all’interno accidentalmente in vari modi. Basta una sola pulce femmina per iniziare il ciclo di infestazione. Nelle stagioni calde la presenza di pulci è maggiore, ma questi insetti possono vivere indisturbati nelle case tutto l’anno, grazie alle condizioni a loro favorevoli garantite dal riscaldamento. Per questo, le pulci possono causare problemi in qualsiasi stagione. A seconda delle condizioni di umidità e temperatura dell’ambiente, il ciclo biologico della pulce può durare da 12 giorni a 6 mesi. Le pulci del cane possono infestare anche l’uomo, ma ciò accade raramente perché, potendo, preferiscono parassitare gli animali.

SINTOMI: i sintomi più frequentemente causati dalle pulci nei nostri animali sono prurito,irritazione e arrossamento della cute, mordicchiamento e leccamento frequenti eperdita di pelo. Le lesioni e il prurito sono maggiori sul dorso e attorno alla base della coda, dove le pulci si concentrano. Tuttavia, non è facile osservare le pulci tra il pelo dell’animale, per le loro piccole dimensioni e per la rapidità con cui si spostano. E’ invece più facile vedere sulla cute e tra il pelo le loro feci, che appaiono come puntini neri simili a granelli di sabbia scuri o a fuliggine. Un’altra condizione piuttosto frequente è l’allergia da morso di pulce o DAP (dermatite da allergia alle pulci). In questo caso, l’animale può presentare un prurito insopportabileanche in presenza di una singola pulce a causa di un’allergia alla sua saliva. In questi soggetti i sintomi dell’infestazione possono essere più gravi, con prurito intenso, escoriazioni cutanee diffuse, perdita di pelo e infezioni cutanee secondarie. 

ZECCHE

Le zecche sono artropodi appartenenti alla classe degli aracnidi, quindi imparentate con i ragni. Sono parassiti esterni degli animali e occasionalmente dell'uomo che si nutrono del sangue dei loro ospiti, causando debilitazione e rischio di trasmissione di alcune malattie infettive. Le zecche del cane appartengono alla famiglia delle Ixodidae (zecche dure). Il ciclo vitale delle zecche dure è composto da quattro fasi successive di sviluppo (uovo, larva, ninfa e adulto) che necessitano di tre ospiti diversi. Ogni stadio vitale della zecca (tranne l'uovo) richiede un pasto di sangue prima di passare allo stadio successivo, tuttavia le zecche possono resistere per lunghi periodi di tempo a digiuno. Le zecche sono dotate di un lungo rostro, una specie di arpione che infiggono nella cute per succhiare il sangue. Le femmine adulte di zecca si nutrono del sangue del loro ospite potendo aumentare di oltre 100 volte il loro peso. Il pasto di sangue, durante il quale la zecca rimane costantemente attaccata all'ospite, può durare giorni o settimane. Terminato il pasto di sangue, le zecche si staccano dall'ospite e depongono nell'ambiente da 100 a 6000 uova, secondo la specie, in zone appartate con una vegetazione fitta. Le uovasi schiudono in due settimane e da esse emergono le larve, che si spostano nell'erba alla ricerca di un ospite per compiere il loro primo pasto di sangue. Individuato l'ospite, di solito un uccello o un roditore, le larve vi restano attaccate per diversi giorni e poi si lasciano cadere a terra. La fase di ninfa inizia dopo che è stato completato il primo pasto di sangue.Le ninfe rimangono inattive durante l'inverno e ricominciano a muoversi in primavera, mettendosi alla ricerca di un ospite, di solito un roditore, un animale da compagnia o una persona. Dopo questo pasto di sangue, le zecche nuovamente si lasciano cadere dall'ospite e passano alla fase adulta. Per tutto l'autunno, gli adulti di sesso maschile e femminile cercano un ospite, che è ancora una volta di solito un roditore, un altro animale o una persona. La femmina adulta rimane sull'ospite a nutrirsi per 8-12 giorni e si accoppia mentre è ancora attaccata al suo ospite; in seguito maschi e femmine cadono a terra e i maschi muoiono. La femmina rimane inattiva durante l'inverno e in primavera depone le uova in un luogo appartato. Se gli adulti non riescono a trovare un animale ospite in autunno, possono sopravvivere tra le foglie morte fino alla primavera. Le zecche aspettano nell'erba il loro ospite di passaggio e quando lo trovano vi si arrampicano velocemente. Sono attirate verso l'ospite dal movimento, dal calore emesso dal corpo e dall'anidride carbonica esalata. Il morso di una zecca in genere è completamente indolore. 

SINTOMI: nella stragrande maggioranza dei casi l'infestazione da zecche è solo una parassitosi esterna risolvibile con un trattamento antiparassitario. Tuttavia, esiste il rischio, se pur piuttosto basso, che la zecca trasmetta importanti malattie infettive. Infine, il parassita può causare una rara reazione detta paralisi da zecche, causata dalle neurotossine inoculate nell'ospite. Fortunatamente, occorrono parecchie ore prima che la zecca salita su un ospite possa trasmettergli un'eventuale malattia infettiva (circa 48 ore). La trasmissione degli agenti patogeni avviene infatti quando la zecca inocula nell'ospite la sua saliva, cosa che avviene solo un certo tempo dopo essere salita sull'ospite. La rapida rimozione delle zecche dall'animale e la regolare effettuazione dei trattamenti antiparassitari favorisce la prevenzione della trasmissione delle malattie. Le più importanti malattie trasmesse dalle zecche sono:

  • Erlichiosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre alta, sonnolenza, perdita dell’appetito, dimagrimento e altri sintomi a carico del sistema nervoso e dell’apparato scheletrico.
  • Piroplasmosi o Babesiosi: grave malattia che nel cane si manifesta con febbre, abbattimento, anemia e ingrossamento della milza.
  • Anaplasmosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre alta, sonnolenza, perdita dell’appetito, dolorabilità muscolare e articolare, sintomi gastroenterici e nervosi.
  • Borrelliosi o Malattia di Lyme: può colpire il cane e talvolta anche l’uomo. Nel cane, produce sintomi quali febbre, malessere generalizzato, dolori articolari e zoppia.
  • Rickettsiosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre, sonnolenza e a volte dolore articolare

ACARI

Gli acari sono parassiti minuscoli che nel cane possono provocare grandi disagi, scatenando reazioni come prurito e malattie infettive... Nei cani e' frequente il riscontro di otite parassitarie, sostenute da acari di forma ovale, estremamente piccoli, che vivono in superficie sul canale auricolare. In corso di infestazione, il cerume presente nel canale auricolare si presenta molto scuro di un colore che puo' variare dal marrone al nero. Come conseguenza della presenza dei parassiti, potrebbe svilupparsi un’otite batterica che scatenera' prurito nell’animale. Il nostro amico a quattro zampe si grattera' spesso violentemente le orecchie scatenando alopecia ed escoriazioni anche sulla testa e sul collo... Vediamo però le principali malattie trasmissibili dagli acari:

ROGNA DEMODETTICA (DEMODICOSI, ROGNA ROSSA)    

La rogna demodettica o demodicosi è causata dall'acaro Demodex canis. È una malattia cutanea parassitaria che colpisce soprattutto i cani giovani. Gli acari sono normalmente presenti in basso numero nella cute di tutti i cani. La loro proliferazione e lo sviluppo o meno della malattia dipende dalla capacità del sistema immunitario di tenere sotto controllo i parassiti. Per questo la malattia è più frequente nei soggetti giovani in cui il sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato, negli animali ammalati e nei cani anziani, in cui le difese si riducono. 

Questi piccoli acari dalla forma allungata ("a sigaro") vivono all'interno dei follicoli piliferi della cute e trascorrono tutta la loro vita sull'animale. La femmina depone le uova, dalle quali schiudono le larve che poi si trasformano in ninfe e adulti. Il ciclo vitale dura circa 20-35 giorni. 

Gli acari sono trasmessi direttamente dalla madre ai cuccioli nella prima settimana di vita per contatto fisico diretto (il parassita non sopravvive nell'ambiente). Quasi tutte le madri trasmettono gli acari ai loro cuccioli, tuttavia la maggior parte di essi sono immuni agli effetti degli acari, mentre alcuni non lo sono e sviluppano la malattia. 

SINTOMI: le lesioni iniziano generalmente dal muso. La malattia può essere localizzata, con presenza di poche lesioni isolate oppure può essere generalizzata, in cui numerose lesioni interessano l'intero corpo oppure ampie aree della superficie cutanea. La maggior parte delle lesioni compaiono dopo i quattro mesi di età. 

Le lesioni della demodicosi sono caratterizzate in genere da perdita di pelo,arrossamenti, croste e, a volte, un aspetto untuoso e umido della cute. Gli acari preferiscono vivere nei follicoli piliferi, per questo la perdita di pelo è spesso il primo segno presente. In genere inizia attorno al muso, agli occhi e ad altre parti della testa. Il prurito può o meno essere presente. 

Nella forma localizzata sono presenti poche lesioni crostose circolari, in genere sulla testa e gli arti anteriori dei cani di 3-6 mesi. La maggior parte di queste lesioni guariscono spontaneamente con la crescita. Le lesioni persistenti, invece, devono essere trattate. Nelle forme generalizzate, la perdita di pelo può interessare l'intero mantello, inclusi testa, collo, addome, arti e zampe. La cute della testa, dei fianchi e del dorso si presentacrostosa e arrossata, potendo essudare un liquido trasparente. La cute può apparireuntuosa. Sono frequenti le infezioni batteriche secondarie. Alcuni cani possono anche sviluppare febbre, perdita dell'appetito e letargia. 

ROGNA SARCOPTICA (SCABBIA) 

La rogna sarcoptica, conosciuta anche come scabbia, è causata dal parassita Sarcoptes scabiei. Questi acari microscopici possono infestare la cute del cane o del cucciolo causando numerosi problemi cutanei, i più comuni dei quali sono la perdita di pelo e unintenso prurito. Benché possa infestare anche altri animali (gatti, furetti, volpi) e l'uomo, questo acaro specifico preferisce trascorrere la sua breve vita sul cane. Ciascuna specie di acaro predilige infatti un ospite specifico. La rogna sarcoptica può essere osservata in cani di tutte le età e razze. L'acaro in genere trascorre tutta la sua vita sul cane. La femmina scava dei tunnel nella cute dell'animale e vi depone le uova, continuando a scavare in profondità, al punto che i tunnel possono raggiungere la lunghezza di alcuni centimetri. Dopo aver deposto le uova, la femmina muore. Nel corso di 3-8 giorni, dalle uova schiudono le larve, caratterizzate dall'avere solo 6 zampe, anziché 8 come il parassita adulto. Le larve si trasformano inninfe, con 8 zampe. Le ninfe si sviluppano poi di in adulti, sempre all'interno dei tunnel. Gli adulti si accoppiano e il processo continua con una nuova deposizione di uova. L'intero ciclo vitale richiede 2-3 settimane. Gli acari possono sopravvivere nell'ambiente per alcuni giorni; nei climi freschi e umidi possono sopravvivere fino a 22 giorni lontano dall'ospite. Alle normali temperature domestiche vivono in genere per 2-6 giorni. Grazie a questa capacità, l'infestazione del cane può avvenire sia per contatto diretto con un animale infestato, sia attraverso l'ambiente. 

SINTOMI: sono vari, ma in genere includono la perdita di pelo e la presenza di un intenso prurito localizzato soprattutto a gomiti, orecchie, ascelle, garretti, torace e addome. Gli acari preferiscono infatti le zone in cui la cute è coperta da pochi peli. Nelle infestazioni gravi, tuttavia, le lesioni possono essere presenti in tutto il corpo. Sulla cute possono essere presenti papule, pustole rossastre, squame e croste giallastre. A causa del forte prurito, si possono poi osservare lesioni indotte dal grattamento, che possono infettarsi. Il prurito sembra peggiorare con l'aumento della temperatura, come in casa e vicino a fonti di calore. La cute si ispessisce e assume un colore più scuro, fino a divenire nerastra nelle infestazioni croniche. A causa dell'intenso prurito, a volte la rogna sarcoptica viene confusa con una condizione allergica (atopia); tuttavia, se il cane non ha una storia clinica di allergie e se il prurito non è stagionale, si deve sospettare la rogna.  E' possibile contrarre la rogna dal proprio cane, anche se la rogna indotta dall'acaro del cane, Sarcoptes scabiei, nell'uomo è generalmente autolimitante e causa un prurito temporaneo.

MOSCA CAVALLINA (E DITTERI)

E' un insetto appartenente all’ordine dei Ditteri noto per la sua ematofagia.

Piuttosto simile alla mosca domestica, differisce da questa per le dimensioni leggermente superiori (lunga 8-10 mm) e per l'apparato boccale pungente-succhiante. È caratterizzata da una spiccata aggressività e voracità, tanto che spesso rimane attaccata agli animali anche per alcuni minuti soprattutto se è posizionata in un punto particolarmente carnoso, come petto o fasce muscolari; i dolori del suo morso sembrano quelli del tafano. Molto aggressiva e vorace, pur essendo diffusa maggiormente presso gli allevamenti e le aziende agricole, non ha preferenze particolari riguardo l'ospite e perciò può pungere qualsiasi mammifero compreso il cane e l'uomo. Il pasto di sangue è compiuto da entrambe i sessi. Per produrre le uova di Stomoxys calcitrans la femmina della mosca pungente ha necessità di consumare prima almeno tre pasti di sangue. Le uova della mosca delle stalle vengono deposte singolarmente o in gruppi di 25-30 unità, durante un periodo di circa mezz’ora. L'incubazione ha una durata di 1-4 giorni ed è condizionata da temperatura e umidità. Le larve di Stomoxys calcitrans sono coprofaghe (mangiano escrementi) e si nutrono delle sostanze nutritive presenti nel substrato di deposizione, normalmente appunto concimaie. Queste larve aumenteranno le proprie dimensioni attraverso 2 mute di crescita, durante un periodo di 11-30 giorni, al termine del quale si impupano. Lo sfarfallamento avviene dopo 6-20 giorni. Le Mosche cavalline adulte sopravvivono poco tempo: il maschio muore subito dopo l'accoppiamento, e la femmina poco dopo la deposizione delle uova. Ama le zone rurali assolate ma può tranquillamente resistere fino ai freddi di dicembre. Viene riscontrata spesso anche nelle zone litoranee perché depone le uova anche nei mucchi di alghe.

SINTOMI: questo fastidioso insetto parassita è attivo solo di giorno e, una volta localizzata la sua vittima, atterra ed inizia a succhiare sangue perforandone la pelle di solito in corrispondenza della punta delle orecchie e sul muso, o sul collo e le parti inferiori delle zampe, dove trova i vasi sanguigni più esposti e scarsità di pelo. Il cane può mostrare un notevole fastidio mentre le mosche assumono il pasto di sangue. Possono essere osservate lesioni crostose con residui di sangue secco o infezione batterica secondaria, a volte le lesioni peggiorano talmente da arrivare alla necrosi (morte delle cellule) dell’estremità delle orecchie. È stata registrata la trasmissione di patogeni ematogeni. Gli animali possono sensibilizzarsi alle componenti della saliva. Se presenti in gran numero, possono essere prelevate quantità significative di sangue dall’ospite. 


MIASI: la miasi è una patologia tipica estiva, favorita dal clima caldo-umido per via della presenza delle mosche... Si tratta in pratica dell’infestazione dei tessuti provocata da larve di ditteri che può colpire tutti gli animali, incluso l’uomo: le mosche depongono le loro uova su eventuali ferite o escoriazioni, si sviluppano le larve che si nutrono dei tessuti cutanei, penetrando anche all’interno del corpo e mangiandosi vivo il cane in pratica. Appena deposte le uova, sulla ferita si può notare una sorta di polverina biancastra. Tempo qualche giorno e da qui si sviluppano le larve vere e proprie, all’inizio piccole e sottili, dopo qualche giorno belle carnose. Le si vedono entrare ed uscire dalla cute e dalle ferite o anche dall’ano, dentro e fuori, sono in movimento continuo. Causano fastidio e prurito all’animale che tenderà a mordersi e grattarsi, causando ulteriori ferite e allargando l’infestazione.

Tipico è anche l’odore della ferita infestata da miasi, la ferita è umida, produce un essudato purulento, con un forte odore di carne e tessuti marci. Se lasciate lì, le larve portano alla colliquazione dei tessuti, alla necrosi e alla fine alla morte del cane per setticemia. Ovviamente se le larve sono penetrate all’interno del corpo, iniziano a divorare gli organi interni e in questi casi non c’è nulla da fare.

PIDOCCHI

I pidocchi del cane (generalmente non trasmissibili all'uomo, il quale viene parassitato da altre specie) sono parassiti succhiatori di sangue di aspetto biancastro, che presenti sul pelo del nostro amico portano a prurito, untuosità del pelo e crosticine sulla pelle.

Sono insetti privi di ali, appiattiti dorsoventralmente, parassiti permanenti dei mammiferi. Infestazioni moderate sono responsabili di una leggera dermatite cronica, mentre infestazioni massive provocano irritazioni gravi e prurito.
<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/veterinaria/pulci-pidocchi-zecche.html">Pulci, pidocchi e zecche</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/veterinaria/pulci-pidocchi-zecche.html</p>

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