Perchè è importante proteggere i nostri cani dai parassiti - PARASSITI INTERNI

Abbiamo visto chi sono, come agiscono, cosa fanno e come combattere i parassiti esterni, oggi andiamo a conoscere i parassiti interni...

Portare il cane in toelettatura è uno dei modi per verificare la presenza di parassiti esterni o interni: per quanto riguarda i primi, il toelettatore può individuare dei segni meno visibili ad un "occhio meno esperto", i parassiti interni invece, a volte attecchiscono al pelo intorno all'ano del cane infetto... In generale, controllare eventuali anomalie nelle feci, è un buon metodo, poichè molti parassiti interni, in particolare quelli che vivono nello stomaco e nell'intestino del cane, vengono espulsi quando muoiono o in forma larvale. Ma vediamo i più comuni parassiti interni: 

  • Ascaride: verme filiforme non segmentato dal corpo cilindrico, affusolato la cui lunghezza è pari a parecchi centimetri. E' un parassita interno, nell'esattezza un parassita dell'intestino tenue. L'infestazione da ascaride è detta ascaridiasi.
  • Tricocefalo: verme dei nematodi, parassita dell'intestino. L'infestazione da parassiti appartenenti al genere Trichocephalus è detta tricocefalosi.
  • Anchilostoma: parassita intestinale. Verme nematode cilindrico caratterizzato da estremità encefalica appuntita e bocca uncinata.
  • Filaria: nome comune di alcuni vermi nematodi filiformi, sottili, allungati di varie dimensioni. Utilizzano come vettori ditteri ematofagi (che si nutrono di sangue), tra cui zanzare e tabanidi. La malattia che ne deriva è nota come filariosi. Nel cane Dirofilaria immitis vive nel cuore e nelle arterie polmonari (filariosi cardiopolmonare)
  • Tenia: genere di vermi platelminti comprendente numerose specie parassitarie. Nel linguaggio comune questo verme parassita dell'intestino viene chiamato verme solitario. Il corpo di quest'ultimo è costituito da un'estremità anteriore (scolice), dotata di uncini e ventose che si fissano alle pareti del tubo digerente dell'ospite, e da numerosi segmenti (proglottidi).
  • Oslerus osleri: precedentemente noti col nome di Filaroides osleri, questi parassiti infettano le vie respiratorie del cane, causando una reazione infiammatoria e irritante localizzata.
  • Coccidi: ordine di protozoi, parassiti interni che vivono per lo più nelle cellule che rivestono il tratto gastrointestinale. Provocano un'infezione detta coccidiosi.
  • Giardia: piccoli parassiti protozoi unicellulari dell'intestino. Il loro ciclo vitale prevede l'alternanza di due forme: quiescente (cisti) e vegetativa (trofozoite).
  • Parassitosi di origine ittica dovuta all'ingestione di pesce fresco crudo (solitamente salmone, trota o trota arcobaleno) contaminato con parassita batterico infettivo (Neorickettsia helminthoeca) e relativo vettore (Nanophyteus salmincola).

ASCARIDE

Gli ascaridi adulti vivono e si riproducono principalmente nelle stomaco e nell'intestino tenue del cane infetto. La loro lunghezza può raggiungere i 15-17 centimetri. Le femmine adulte possono deporre diverse centinaia di migliaia di uova in un solo giorno, che vengono alla fine espulse nelle feci del cane. Le uova degli ascaridi sono protette da una sostanza dura e resistente che consente loro di sopravvivere per mesi o addirittura per anni nell'ambiente dopo essere state escrete nelle feci di un cane infetto.

I cani di qualsiasi età, e anche le persone, possono contrarre l'infezione ingerendo le uova o le larve di questo parassita presenti nel suolo o nel materiale fecale contaminato. I cani possono sviluppare una infezione da ascaridi a seguito dell'ingestione della carcassa di un animale infetto, in genere di un topo o di un altro piccolo roditore.

SINTOMI: :

  • Vomizione (da lieve a severa, con o senza vermi visibili nel vomito)
  • Diarrea (da lieve a severa, con o senza vermi visibili nelle feci)
  • Conati di vomito (intermittenti)
  • Tosse (intermittente)
  • Opacità del mantello
  • Distensione addominale (aspetto panciuto, "a botte")
  • Dolore addominale
  • Crescita stentata
  • Perdita di appetito
  • Perdita di peso
  • Debolezza
  • Letargia
  • Nei casi severi, gli ascaridi causano anemia, ovvero un livello anormalmente basso di globuli rossi circolanti. L'anemia spesso causa:
  • Pallore gengivale
  • Estrema debolezza
  • Letargia
  • Abbattimento
  • Distress respiratorio (difficoltà di respirazione, dispnea)

I cuccioli che presentano una quantità particolarmente elevata di larve possono sviluppare polmonite parassitaria severa. I polmoni e il fegato vengono comunemente danneggiati dai parassiti in fase di maturazione. Purtroppo, quando questo accade, spesso i cuccioli decedono, specie durante la prima o le prime due settimane di vita. Gli ascaridi adulti possono attecchire all'apparato digerente dei cuccioli più grandi e causare decesso dovuto ad occlusione o rottura intestinale, sebbene questa eventualità sia rara.

TRICOCEFALO

I tricocefali sono una delle parassitosi intestinali più diffuse nei nostri cani. A differenza degliascaridi, tipici dei cuccioli, l’infestazione da Trichuris vulpis può colpire i cani di qualsiasi età. Normalmente la si evidenzia in cani che vivono nei canili o che frequentano parchi ed aree cani. Questo perché il terreno erboso e il terriccio sono un ottimo ambiente affinché le uova si sviluppino. Per quanto riguarda il ciclo biologico di Trichuris vulpis, il cane infestato elimina le uova con le feci, uova che vanno pesantemente ad infestare l’ambiente in cui il cane vive. In 15 giorni all’interno dell’uovo si sviluppa una larva capace di sopravvivere mesi nell’ambiente esterno, protetta dall’uovo. Il cane si infesta ingerendo queste uova larvate. Entro 24 ore da quando l’uovo arriva nell’intestino, libera la larva che va a nascondersi nella mucosa intestinale. Dopo 10 giorni dal duodeno la larva passa all’intestino crasso: sarà qui che si svilupperanno i vermi adulti.

In generale il periodo di prepatenza varia dalle 8 alle 16 settimane e i cani non trattati continuano ad espellere uova anche per un anno. Per quanto riguarda la via di trasmissione, l’abbiamo già indicata: il cane si infesta leccando il terriccio o le feci dove sono presenti le uova larvate di Trichuris vulpis.


SINTOMI: i sintomi di un’infestazione da tricocefali sono molto severi, a causa del fatto che il tricocefalo è ematofago...

  • diarrea anche cronica
  • dimagrimento progressivo
  • scadimento delle condizioni corporee
  • diarrea mucosa
  • diarrea ematica
  • iponatriemia
  • crisi convulsive

Se il mio cane si è infestato all’area cani, conviene cambiare zona in quanto quel terriccio sarà contaminato: se è vero che sverminando il cane elimino la parassitosi, il mese successivo il cane potrà reinfestarsi di nuovo.

Il guaio più grosso è quando ho un giardino mio e ho un cane con tricocefali: ora che è stata fatta diagnosi, ormai il cane avrà disseminato uova ovunque e tutto il giardino sarà contaminato. Come fare visto e considerato che il cane lì dovrà viverci e che si reinfesterà continuamente? Non ci sono molte alternative: cambiare del tutto la terra del giardino, soluzione praticamente impossibile;

asfaltare tutto il giardino, altra soluzione impossibile; somministrare al cane mensilmente le compresse per la filaria a base di milbemicina: oltre a proteggere da filaria, automaticamente sverminano il cane tutti i mesi contro i tricocefali. Di fatto è questa l’unica opzione valida

ANCHILOSTOMA

L'anchilostoma è un parassita intestinale del cane le cui larve provocano elmintiasi. Con il nome di anchilostomiasi canina si intende una delle più comuni malattie parassitarie del cane e di altri carnivori selvatici, sostenuta da un nematodo ematofago: Uncinaria stenocephala. Le uova del parassita, deposte dagli adulti che vivono nel lume intestinale, vengono eliminate con le feci; le larve che ne derivano infestano il nuovo ospite per via transcutanea o, secondariamente, per via orale. Esiste inoltre la possibilità di passaggio delle larve per via transplacentare e transmammaria. La sintomatologia è caratterizzata da disturbi enterici, diarrea nerastra, astenia e anemia anche grave. La diagnosi è basata sul reperimento delle caratteristiche uova nelle feci attraverso l'esame coprologico, la terapia è basata sul trattamento conantielmintici, ricostituenti e antianemici. Alla stessa famiglia dell'Ancylostoma caninum e dell'Uncinaria stenocephala appartengono il Bunostomum trigonocephalum e il Bunostomum phlebotomum, parassiti il primo di ovini e caprini, il secondo dei bovini.

FILARIA

La filariosi è una malattia veicolata dalle zanzare ed in particolare, secondo recenti studi, è la zanzara tigre la maggiore responsabile della diffusione della malattia. A seconda del parassita veicolato, la filariosi può presentare una forma cardiopolmonare (causato da Dirofilaria immitis) oppure cutanea (causato da Dirofilaria repens).

La forma più grave è la filariosi cardiopolmonare. La malattia è diffusa soprattutto al Nord, in particolare in tutta la Pianura Padana, nelle zone attorno al Po e nelle zone lacustri. Purtroppo sono in costante aumento i casi di malattia anche in altre aree geografiche: in tutta la Toscana, nelle zone pianeggianti e costiere della Sardegna e in alcune aree della Sicilia e della Campania.

Le larve del parassita Dirofilaria immitis entrano nel sistema circolatorio e, una volta diventati vermi adulti (lunghi anche 15 cm), si insediano nelle vicinanze di cuore e polmoni, provocando disturbi cardiaci e respiratori. Crescono e si diffondono in maniera massiccia tanto che, se la malattia non viene diagnosticata e curata in tempo, può portare alla morte del nostro animale. I vermi adulti delle larve di Dirofilaria Repens, invece, vanno a localizzarsi nel sottocute, procurando danni decisamente minori.

La filariosi può manifestarsi anche a distanza di mesi rispetto al momento del contagio, è perciò importante eseguire periodicamente un test di controllo presso il veterinario di fiducia per verificare che il nostro amico a quattro zampe stia davvero bene.

TENIA 

La tenia è il parassita più comune che può infestare l’intestino del cane, provocando la perdita di peso. Questo organismo può anche colpire l’uomo. Esistono vari metodi per capire se il nostro amico a quattro zampe ha contratto questo parassita e la terapia da seguire è molto semplice ed efficace. Come per tutte le malattie e parassiti, la prevenzione e controlli regolari dal veterinario sono fondamentali.

La tenia, il cui nome scientifico è Dipylidium caninum, è un parassita dalla lunghezza media di 50 cm di forma appiattita, simile ad un nastro, che abita e prolifera all’interno dell'intestino di cani e dei gatti. Al contrario di ciò che accade quando viene colpito l’uomo, nelle specie animali come cane e gatti la presenza della tenia nel loro organismo raramente provoca seri problemi di salute.

Nella maggioranza dei casi viene diagnosticata fortuitamente in animali che versano in condizioni normali. Una delle conseguenze che provoca la tenia che infetta l’intestino di un cane è la perdita di peso, nel caso in cui si riscontra una massiccia presenza di parassiti.

Il Dipylidium caninum ha un particolare ciclo vitale, particolarmente connesso a quello della pulce. Le tenie, infatti, vanno ad agganciarsi nel vero senso della parola alla parete intestinale dell'animale che parassitano, attraverso una serie di uncini situati ad un'estremità corrispondente alla testa. Il corpo della tenia è suddiviso in numerosi segmenti, chiamati proglottidi, i quali sono ripieni di uova e che gradualmente si staccano dalla parte terminale del parassita ed fuoriescono all’esterno. Essi hanno le dimensioni simili ad un chicco di riso e nel momento in cui li si osserva danno l’impressione di essere in presenza dei piccoli vermi, poiché si muovono, anche se in realtà, si limitano a contrarsi, al fine di espellere le uova che contengono.

Per sapere se il nostro amico a quattro zampe è infettato dalle proglottidi, si può semplicemente osservare le sue feci appena deposte ed anche intorno all’ano, una zona dalla quale sono in grado di fuoriuscire in maniera attiva. Le uova della tenia, in quest’ultimo caso, si depositano per terra, molto spesso nella cuccia così come accade anche alle uova delle pulci. 

Esiste una certa simbiosi tra le pulci e la tenia. Infatti, accade che le larve di pulce, una volta uscite dall’uovo, alimentandosi con i detriti cutanei e le feci delle pulci adulte, possono ingerire casualmente anche le uova di tenia per poi ospitarle nel loro interno, dove si riescono a conservare fino al momento in cui la larva diventa a sua volta una pulce adulta, la quale ritorna sul corpo dell’animale da cui era caduta sotto forma di uovo. Anche durante le pulizie il cane può accidentalmente ingerire una pulce, la quale venendo digerita libera l’uovo di tenia, che in seguito si sviluppa nell’intestino dell’animale ricominciando il ciclo vitale che abbiamo sopra descritto. 

Ciò che abbiamo appena raccontato è l’unica maniera in cui cani e gatti possono contrarre la tenia, quindi si può dedurre che abbiamo anche le pulci. 

Un proprietario molto scrupoloso può rendersi conto della presenza della tenia se osserva le proglottidi mentre escono dall’ano o sulle feci deposte da poco. Le proglottidi, dopo essersi svuotate e seccate, rassomigliano ad un chicco di sesamo e si possono riscontrare nei luoghi dove l'animale riposa o intorno alla regione anale. 

L’esame a vista delle feci non sempre consente di rilevare la presenza di uova di tenia, quindi non si può escludere l’infestazione. In questo caso le uova possono essere viste con un esame delle feci solo se sono uscite dalla proglottide per la sua rottura accidentale. Pertanto, se si riscontrano le proglottidi è fondamentale riferirlo al veterinario di fiducia, il quale adotterà la profilassi necessaria per debellare il parassita. Nel caso in cui si avessero dubbi in proposito, si dovrebbero raccogliere campioni di feci e portarle in ambulatorio. La tenia è un parassita che può facilmente essere debellato attraverso uno specifico prodotto, il praziquantel, il quale viene somministrato con una compressa, attraverso una iniezione o per applicazione topica (ossia applicato sulla cute). Questo farmaco discioglie direttamente il parassita all'interno dell'intestino. Per sopprimere completamente la tenia, però, è indispensabile eseguire in contemporanea dei trattamenti contro le pulci, che devono interessare tutti gli animali in contatto.

Le persone, in particolar modo i bambini, possono contrarre la tenia con una ingestione accidentale di una pulce che contiene al suo interno un uovo di tenia (un evento considerato comunque raro), anche se il trattamento è molto semplice. 

COCCIDI

I coccidi sono parassiti intestinali microscopici, costituiti da una singola cellula, che si localizzano nell’intestino degli animali che parassitano. Si possono rilevare con i comuni esami delle feci, come i vermi, anche se non sono vermi e non sono sensibili ai comuni farmaci contro i vermi intestinali. 

Escono dall’organismo dell'animale parassitato con le feci e contaminano il terreno; dopo essere rimasti nell’ambiente per alcuni giorni diventano infettanti, ossia in grado di stabilirsi in un nuovo ospite, se vengono ingeriti accidentalmente quando l'animale si lecca per pulirsi. I coccidi infettano e si replicano nelle cellule intestinali, danneggiandole, e causano diarrea, talvolta grave ed emorragica, e disidratazione. 

Sono colpiti in modo più grave i gattini e i cuccioli in tenera età, che senza cura possono anche morire a causa della disidratazione e delle infezioni secondarie da parte dei batteri intestinali. 

Per gli animali adulti e in buone condizioni la coccidiosi non rappresenta un pericolo. Vi sono molti tipi di farmaci in grado di combattere efficacemente questo parassita. Oggi è disponibile un farmaco, il clazuril, che è efficace più rapidamente e con un numero di trattamenti (2-3) molto più ridotto dei tradizionali sulfamidici, che vanno somministrati per almeno 7-10 giorni continuativamente. È anche importante rimuovere le feci dal giardino, prima che i parassiti che contengono possano contaminare l’ambiente.

Il successo della terapia va confermato con esami di controllo delle feci che servono a verificare che il parassita non sia più presente. Si tratta, infatti, di un organismo che a volte non è facile eliminare dall’animale infestato.

I tipi di coccidi che colpiscono cani e gatti sono specifici, cioè non si trasmettono ad altre specie e neppure alle persone, per le quali gli animali infetti non rappresentano alcun pericolo. Inoltre, i coccidi dei cani non sono pericolosi per i gatti e viceversa.

Poiché i coccidi sono invisibili a occhio nudo, l’unico modo per diagnosticarli è eseguire un esame microscopico delle feci, un tipo di test molto importante in ogni caso di diarrea. I coccidi possono essere emessi con le feci in modo intermittente, perciò un singolo test sulle feci negativo non esclude la presenza del parassita. In caso di dubbio, quindi, si può ripetere l'esame, o eseguire direttamente il trattamento.

GIARDIA

La giardiasi è una malattia che interessa l’apparato intestinale del cane, in particolare la zona dell’intestino tenue. L’infezione avviene attraverso l’ingestione di cibi e acque contaminate da cisti, presenti in pozze, stagni, sorgenti di acque contaminate da liquami, feci, quindi non potabili. Questo genere di infestazione di tipo oro-fecale interessa situazioni igienico sanitarie già fortemente compromesse, dove i parassiti possono annidarsi indisturbati. La causa della malattia è il protozoo parassita Giardia lamblia che, ingerito sotto forma di ciste, favorisce la diffusione della patologia. All’interno dell’intestino delcane il parassita è libero di proliferare indisturbato, producendo un numero elevato di larve mobili denominate trofozoiti. Questi, crescendo, si riproducono attraverso un procedimento che consiste in una duplicazione asessuata cioè una semplice divisione a metà. Questa tecnica è definita fissione binaria, dalla divisione a metà si ottengono due nuovi Giardia lamblia. La giardiasi provoca nel cane problemi di tipo intestinale con feci molli e abbondanti, dolore addominale e difficoltà nell’assimilazione dei nutrimenti. La presenza del parassita può essere latente, ma produce inappetenza in Fido con relativa perdita di peso, diarrea e perdita di grasso nelle feci. Il cane appare molto stanco, svogliato e sofferente, disidratato e con febbre. Attraverso le feci vengono espulse in modo discontinuo le cisti, che possono sopravvivere per settimane o mesi una volta libere nell’ambiente. La loro presenza è un rischio di contagio per gli altri cani che, ingerendo le feci, possono cadere vittima dell’infezione.

Se non curata adeguatamente la malattia può diventare cronica come lo stato didisidratazione, con una debilitazione generale molto marcata. L’odore delle feci può apparire forte e rancido, sottolineando la presenza del parassita e della patologia. Per circoscrivere il problema il veterinario effettuerà un esame delle feci, come ad esempio la sospensione fecale e la flottazione fecale, oppure ancora strisci fecali tramite tampone rettale così da evidenziare la presenza del protozoo. A causa della discontinuità dell’espulsione delle cisti, in caso di esito negativo e sintomi evidenti, è utile ripetere l’esame a distanza di più giorni. Per la cura il veterinario consiglierà l’antibiotico e il vermifugo più adatto per combattere il parassita, sia la sua forma interna che le cisti. Sarà il medico stesso a vagliare quale medicinale prescrivere in base alla gravità della situazione.

La cura però potrebbe eliminare solo le cisti senza sconfiggere il parassita, che continuerebbe a vivere all’interno del tratto intestinale del cane trasformandolo in una fonte potenzialmente infettiva. Nonostante la malattia non sia mortale è bene impedire al cane di avvicinarsi a fonti o zone contaminate, inquinate da feci o batteri. Quindi effettuare controlli costanti e test veterinari. Per mantenere la casa pulita è possibile annientare il potere del batterio con il vapore, l’acqua bollente e attraverso soluzioni disinfettanti a base di ammoniaca.

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Commenti: 2
  • #1

    Vania Serra (mercoledì, 01 febbraio 2017 17:33)


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    Luis Matthes (venerdì, 03 febbraio 2017 12:18)


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